Il Papa di tutti. O no?
Il Papa argentino, connazionale della Virgen de las Pampas con la A, ha tuonato contro lo scandalo che vede le donne guadagnare meno degli uomini. Giusto. Giustissimo. Bene, bravo, grazie prego. Ma se devono guadagnare come gli uomini e piu' degli uomini perche' non possono essere equiparate anche ai sacerdoti? Perche' nello Stato Citta' del vaticano non c'e' una donna che ha il minimo comando? E poi, ma questa e' un'altra cosa, perche' il Papa ha rifiutato il nuovo ambasciatore francese perche' omosessuale? Bergoglio, che viveva e pregava in Argentina mentre c'era la dittatura dei colonnelli che uccise circa 50mila persone, non lo sa che uno che dovrebbe conoscere bene, Gesu' Cristo da Nazareth, Israele, diceva e predicava che siamo tutti uguali? Gli eterosessuali sono piu' uguali degli altri?
Domani si inaugural la grande esposizione mondiale di Milano. Mi dispiace che sia presente solo Cate Blanchett, che come tutti gli altri ospiti veste Armani. Come Andrea Bocelli. Adesso, italiani, non fatevi riconoscere, gustatevi il trionfo e il nuovo duce che ci conduce, Matteo Renzi.
La "maggica Roma" ha spezzato le reni al...Sassuolo. Con la prima rete, clamorosa papera del portiere del Sassuolo, di Doumbia, l'oggetto misterioso ucraino. Sicuramente ora il "re degli hedge funds" Pallotta rilancera' con il nuovo stadio "piu' bello del Colosseo". Progetto pronto per giugno. Cioe' tra un mese. Totti, sul fedele Corriere dello Sport, scrivera' che quest'anno alla Roma servono campioni per fare il salto di qualita'. Glen Johnson del Liverpool non interessa piu' ai Reds, in pieno smantellamento, quindi potrebbe venire alla corte del mascellone franco-spagnolo. Come l'anno scorso lo svincolato, dal Chelsea, Ashley Cole. E poi sul mercato ci sara' anche Balotelli Mario. Un'altra scommessa come "l'Imperatore", Adriano. Intanto stasera occhio al Napoli. E ricordate che ieri la Lazio ha segnato 3 reti al defunto Parma in 15 minuti. Grande Tevez. Due reti e una bella sviolinata. Alla faccia di Rudy Garcia.
Ricordate, sara' una risata che li seppellira'.
Thursday, 30 April 2015
Tuesday, 28 April 2015
Lupi e lupi
Lupi e lupi
In Russia, la Russia di Putin, si festeggia il settantesimo anniversario dalla liberazione dal fascismo e dal nazismo. No, no, non ci si fotografa davanti all'obelisco del Foro Italico con la scritta Mussolini dux, che la presidente della Camera Laura Boldrini vorrebbe abbattere come tutte le costruzioni dell'epoca fascista, Eur per primo. No, non si rivendica nemmeno il diritto di non celebrare la Festa della Liberazione parlando a sproposito di democrazia - il figlio, giornalista Rai, dell'ex presidente del Coni Mario Pescante - in nome della quale Mussolini incarcerava, mandava al confino, faceva scappare dall'Italia o faceva eliminare i suoi oppositori. No, no. Qui un gruppo di motociclisti, la risposta russa agli Hell's Angels statunitensi, vuole andare in motocicletta da Mosca a Berlino per ricordare a tutti la gloriosa avanzata dell'Armata Rossa. Apriti cielo! Il primo ministro polacco Ewa Kopacz ha tuonato che il suo Paese, che ha ospitato alcuni dei piu' micidiali e terribili campi di concentramento dove sono morti decine di migliaia di israeliti, non permettera' questa prova di "nazionalismo russo". Sono, saro' curioso di vedere chi fermera' questi, qualcuno li ha gia' ribattezzati cosi', Kremlin's Hell's Angels. Chi avra' il coraggio di dire a Alexander "il chirurgo" Zaldostanov, il capo dei "Lupi della Notte", che li' no, non puo' passare? Si deve passare a questo, ridursi in questo modo becero. guerresco e grottesco per ricordare una fulgida pagina di storia scritta dalla Russia di Stalin, l'Orco dell'Occidente? A che servono le lacrimevoli cerimonie congiunte? Meglio festeggiare, lo hanno fatto in 4mila a Varese la scorsa settimana, il compleanno di Adolf Hitler nel totale silenzio dei mass-media. Oppure mettere a ferro e fuoco una citta' come Baltimora dopo l'ennesimo afroamericano ucciso dalla polizia a stelle e strisce e durante la presidenza del primo, ed ultimo, presidente afroamericano. Come canta Bruce Springsteen "the land of hope and dreams". Aggungerei bullets, pallottole, se sei afroamericano. Comunque ci sono i Lupi della Notte russi e i lupi addormentai della "maggica Roma". Una societa' seria, quindi non la "maggica Roma", del "re degli hedge funds" James Pallotta, vede il filmato del riscaldamento, scandaloso, di Doumbia a San Siro sabato scorso, lo chiama, lo caccia via e gli chiede immediatamente i danni. Poi chiama a rapporto Walter Sabatini, che si occupa del meno che pietoso nercato giallorosso, gli chiede econto degli acquisti, tutti, nei Quattro anni in xui e' uno stipendiato dell'A.S, Roma e in quel caso primariamente di quello di Doumbia, poi lo caccia via a pedate e gli chiede i danni di un mercato ridicolo e rovinoso. No, no, calma, Sabatini sta gia' facendo il mercato del prossimo campionato, tranquilli. Con Rudy Garcia, "il nostro Ferguson" per Pallotta, saladmenet al commando. Caccaiata? Non sia mai detto. Lo so, non avverra' mai e poi mai, le urla da Boston a Roma non si sentono, si e' atttenti solo al nuovo stadio "piu' bello del Colosseo" e pronto in due anni. Come dicono nella mia citta' natale, Roma, "ma questi mica se crederanno che semo tutti nati 'a notte de la sgrullata".
Ricordate, sara' una risata che li seppellira'.
In Russia, la Russia di Putin, si festeggia il settantesimo anniversario dalla liberazione dal fascismo e dal nazismo. No, no, non ci si fotografa davanti all'obelisco del Foro Italico con la scritta Mussolini dux, che la presidente della Camera Laura Boldrini vorrebbe abbattere come tutte le costruzioni dell'epoca fascista, Eur per primo. No, non si rivendica nemmeno il diritto di non celebrare la Festa della Liberazione parlando a sproposito di democrazia - il figlio, giornalista Rai, dell'ex presidente del Coni Mario Pescante - in nome della quale Mussolini incarcerava, mandava al confino, faceva scappare dall'Italia o faceva eliminare i suoi oppositori. No, no. Qui un gruppo di motociclisti, la risposta russa agli Hell's Angels statunitensi, vuole andare in motocicletta da Mosca a Berlino per ricordare a tutti la gloriosa avanzata dell'Armata Rossa. Apriti cielo! Il primo ministro polacco Ewa Kopacz ha tuonato che il suo Paese, che ha ospitato alcuni dei piu' micidiali e terribili campi di concentramento dove sono morti decine di migliaia di israeliti, non permettera' questa prova di "nazionalismo russo". Sono, saro' curioso di vedere chi fermera' questi, qualcuno li ha gia' ribattezzati cosi', Kremlin's Hell's Angels. Chi avra' il coraggio di dire a Alexander "il chirurgo" Zaldostanov, il capo dei "Lupi della Notte", che li' no, non puo' passare? Si deve passare a questo, ridursi in questo modo becero. guerresco e grottesco per ricordare una fulgida pagina di storia scritta dalla Russia di Stalin, l'Orco dell'Occidente? A che servono le lacrimevoli cerimonie congiunte? Meglio festeggiare, lo hanno fatto in 4mila a Varese la scorsa settimana, il compleanno di Adolf Hitler nel totale silenzio dei mass-media. Oppure mettere a ferro e fuoco una citta' come Baltimora dopo l'ennesimo afroamericano ucciso dalla polizia a stelle e strisce e durante la presidenza del primo, ed ultimo, presidente afroamericano. Come canta Bruce Springsteen "the land of hope and dreams". Aggungerei bullets, pallottole, se sei afroamericano. Comunque ci sono i Lupi della Notte russi e i lupi addormentai della "maggica Roma". Una societa' seria, quindi non la "maggica Roma", del "re degli hedge funds" James Pallotta, vede il filmato del riscaldamento, scandaloso, di Doumbia a San Siro sabato scorso, lo chiama, lo caccia via e gli chiede immediatamente i danni. Poi chiama a rapporto Walter Sabatini, che si occupa del meno che pietoso nercato giallorosso, gli chiede econto degli acquisti, tutti, nei Quattro anni in xui e' uno stipendiato dell'A.S, Roma e in quel caso primariamente di quello di Doumbia, poi lo caccia via a pedate e gli chiede i danni di un mercato ridicolo e rovinoso. No, no, calma, Sabatini sta gia' facendo il mercato del prossimo campionato, tranquilli. Con Rudy Garcia, "il nostro Ferguson" per Pallotta, saladmenet al commando. Caccaiata? Non sia mai detto. Lo so, non avverra' mai e poi mai, le urla da Boston a Roma non si sentono, si e' atttenti solo al nuovo stadio "piu' bello del Colosseo" e pronto in due anni. Come dicono nella mia citta' natale, Roma, "ma questi mica se crederanno che semo tutti nati 'a notte de la sgrullata".
Ricordate, sara' una risata che li seppellira'.
Monday, 27 April 2015
Raven books
Raven books
Blackrock a Dublino e' gia' un delizioso villaggio - Dublino e' un conglomerato di villaggi quasi tutti belli, molto belli e bellissimi e dove vivo io, Sandymount, va catalogato come bellissimo - a me molto caro perche'ci e' nato il professor Alan J. Thompson che a Londra guardo' le mie risonanze magnetiche e mi disse subito che avevo la sclerosi multipla e in una fase non molto avanzata. Al contrario degli italici luminari che in 5 anni non avevano capito nulla, uno, addirittura, arrivo' a dirmi che avevo la sifilide e uno il "ballo di San Vito". Da sabato mi e' carissimo perche' ho scoperto Raven Books, un negozio di libri di seconda mano che definire delizioso e' poco. Situato sulla Main Street, la via principale, di Blackrock, davanti a un bello e buono ristorante italiano, il proprietario e' di Casalattico in provincia di Frosinone, la provincia da dove vengono quasi tutti gli italiani residenti da lungo tempo in Irlanda, raven Books, gestito da due donne da sanno e amano i libri, e' una miniera inestimabile. Accogliente come il salotto di casa. Poi, personalmente, trovo gradevole e stimolante parlare con un libraio che lege, sa ed ama i libri . Cercavo Il dizionario del diavolo di Ambrose Bierce, una delle due signore ha prontamente consultato il computer e mi ha detto che no, non lo aveva. Che celerita' e che precision.e Quello che serve in una nazione civile. Sabato Raven Books ha trovato un cliente. Se siete a Dublino non potete mancare di visitarlo, e visitare anche Blackrock, che ha anche una shopping mall, un centro commerciale, davvero notevole. Ricordate, Raven Books."Let your imagination soar". 34 Main Street, Blackrock.
Sono contento ogni giorno di piu' di essere anarchico ed esserlo diventato a 18 anni. Di vivere da anarchico. E di aver subito, e subire, tutto quello che ho subito e subisco in quanto anarchico. Piu' di due mesi fa aveva scritto al Td, onorevole sarebbe, locale dil Labour Party, Kevin Humphreys lamentandomi della mancanza di una rampa permanente di 10 centimetri che non mi permeteva di uscire dal mio condominio con lo speciale scooter elettrico che avevo comprato nel 2012. E oggi ho ricevuto la risposta, Finalmente. Politico di razza. Come tutti i politici e i parlamenti. Indirizzata a mia moglie e' arrivata una lettera di due righe in cui il suddetto Humphreys si dice contento che abbiamo avuto il permesso il mettere la rampa permanente e se puo' essere d'aiuto in futuro lui sara' contento di aiutarci a soddisfare le nostre necessita'. "Anarchico e' il pensiero e verso l'anarchia va la Storia" diceva il compagno Libero Bovio. Come dargli torto dinanzi a un politico di cosi' grande spessore e stazza. Stasera cena familiare, genovese, domani dentista ma giovedi' il sorridente Humpheys dove scappa?
La "maggica Roma" continua a perdere e pareggiare e uno dei tanti giocatori "non da Roma", come diceva l'ex presidente Rosella Sensi, continua a segnare. Luca Toni con ieri col Verona e' arrivato a quota 17, l'intera rosa della "maggica" del "re degli hedge funds" James Pallotta a 19. Pallotta, il costruttore del nuovo stadio che sara' "piu' bello del Colosseo". Poi si attende la decisione di Francesco Totti per il rinnovo del contratto. Io, mio cugino Cristiano e un caro amico che abita, e soffre, al Celio, Luca, non ci dormiamo piu' la notte. France', facce 'sta grazia.
Il 30 aprile al teatro Pavillion di Dun Loagheire. sede del secondo yatch club del mondo e anche porto dei traghetti che portano a Liverpool-Holyhead in Inghilterra, si esibira' un mago della sei corde, Albert Lee, gia' leader degli Heads, Hands & Feet. Un tocco, il suo, che spazia tra blues e rock'nd'roll. Io ci saro'.
Silvio Berlusconi non sa piu' a che santo votarsi quindi apparira' a Padre Pio. Lui a frate. La figlia Barbara, a Roma direbbero "cia' artri cazzi per culo", dopo aver distrutto il Milan, se ne disinteressa completamente lasciandolo in preda a Filippo Inzaghi e a questa banda di sciamannati. Allora arriva la Cina, o forse la Thailandia, e si compra tutto. Cosi' si salva "l'impero Mediaset", non si sa se del Bene o del Male, e si vende un'altro pezzo d'Italia. Un Paese in vendita. Mentre Matteo Renzi sproloquia circa la riforma dell'Italicum.Che solo in Italia possono capire. Finire male va bene ma non finire cosi' "ridiculmente", direbbe Murinho, male. E tra cinque giorni si aprira', si fa per dire, l'Esposizione Universale di Milano. Un palcoscenico planetario per la rovina italiana.
La Juventus, giustamente, perde contro il Torino, bombe carta allo stadio e asaalto al pullmann della Juventus, ein Spagna il Real Madrid batte il Celta Vigo 4 a 2. Con doppietta del "Chicharito" Hernadez. Tranquilli, la Grande Stampa Italiana e la Grande Stampa Sportiva Italiana ha decretato che la Juventus puo' battere il Real Madrid. Che, per allora, riavra' gli infortunati Bale. Benzema e Modric.
Ricordate, sara' una risata che li seppellira'.
Blackrock a Dublino e' gia' un delizioso villaggio - Dublino e' un conglomerato di villaggi quasi tutti belli, molto belli e bellissimi e dove vivo io, Sandymount, va catalogato come bellissimo - a me molto caro perche'ci e' nato il professor Alan J. Thompson che a Londra guardo' le mie risonanze magnetiche e mi disse subito che avevo la sclerosi multipla e in una fase non molto avanzata. Al contrario degli italici luminari che in 5 anni non avevano capito nulla, uno, addirittura, arrivo' a dirmi che avevo la sifilide e uno il "ballo di San Vito". Da sabato mi e' carissimo perche' ho scoperto Raven Books, un negozio di libri di seconda mano che definire delizioso e' poco. Situato sulla Main Street, la via principale, di Blackrock, davanti a un bello e buono ristorante italiano, il proprietario e' di Casalattico in provincia di Frosinone, la provincia da dove vengono quasi tutti gli italiani residenti da lungo tempo in Irlanda, raven Books, gestito da due donne da sanno e amano i libri, e' una miniera inestimabile. Accogliente come il salotto di casa. Poi, personalmente, trovo gradevole e stimolante parlare con un libraio che lege, sa ed ama i libri . Cercavo Il dizionario del diavolo di Ambrose Bierce, una delle due signore ha prontamente consultato il computer e mi ha detto che no, non lo aveva. Che celerita' e che precision.e Quello che serve in una nazione civile. Sabato Raven Books ha trovato un cliente. Se siete a Dublino non potete mancare di visitarlo, e visitare anche Blackrock, che ha anche una shopping mall, un centro commerciale, davvero notevole. Ricordate, Raven Books."Let your imagination soar". 34 Main Street, Blackrock.
Sono contento ogni giorno di piu' di essere anarchico ed esserlo diventato a 18 anni. Di vivere da anarchico. E di aver subito, e subire, tutto quello che ho subito e subisco in quanto anarchico. Piu' di due mesi fa aveva scritto al Td, onorevole sarebbe, locale dil Labour Party, Kevin Humphreys lamentandomi della mancanza di una rampa permanente di 10 centimetri che non mi permeteva di uscire dal mio condominio con lo speciale scooter elettrico che avevo comprato nel 2012. E oggi ho ricevuto la risposta, Finalmente. Politico di razza. Come tutti i politici e i parlamenti. Indirizzata a mia moglie e' arrivata una lettera di due righe in cui il suddetto Humphreys si dice contento che abbiamo avuto il permesso il mettere la rampa permanente e se puo' essere d'aiuto in futuro lui sara' contento di aiutarci a soddisfare le nostre necessita'. "Anarchico e' il pensiero e verso l'anarchia va la Storia" diceva il compagno Libero Bovio. Come dargli torto dinanzi a un politico di cosi' grande spessore e stazza. Stasera cena familiare, genovese, domani dentista ma giovedi' il sorridente Humpheys dove scappa?
La "maggica Roma" continua a perdere e pareggiare e uno dei tanti giocatori "non da Roma", come diceva l'ex presidente Rosella Sensi, continua a segnare. Luca Toni con ieri col Verona e' arrivato a quota 17, l'intera rosa della "maggica" del "re degli hedge funds" James Pallotta a 19. Pallotta, il costruttore del nuovo stadio che sara' "piu' bello del Colosseo". Poi si attende la decisione di Francesco Totti per il rinnovo del contratto. Io, mio cugino Cristiano e un caro amico che abita, e soffre, al Celio, Luca, non ci dormiamo piu' la notte. France', facce 'sta grazia.
Il 30 aprile al teatro Pavillion di Dun Loagheire. sede del secondo yatch club del mondo e anche porto dei traghetti che portano a Liverpool-Holyhead in Inghilterra, si esibira' un mago della sei corde, Albert Lee, gia' leader degli Heads, Hands & Feet. Un tocco, il suo, che spazia tra blues e rock'nd'roll. Io ci saro'.
Silvio Berlusconi non sa piu' a che santo votarsi quindi apparira' a Padre Pio. Lui a frate. La figlia Barbara, a Roma direbbero "cia' artri cazzi per culo", dopo aver distrutto il Milan, se ne disinteressa completamente lasciandolo in preda a Filippo Inzaghi e a questa banda di sciamannati. Allora arriva la Cina, o forse la Thailandia, e si compra tutto. Cosi' si salva "l'impero Mediaset", non si sa se del Bene o del Male, e si vende un'altro pezzo d'Italia. Un Paese in vendita. Mentre Matteo Renzi sproloquia circa la riforma dell'Italicum.Che solo in Italia possono capire. Finire male va bene ma non finire cosi' "ridiculmente", direbbe Murinho, male. E tra cinque giorni si aprira', si fa per dire, l'Esposizione Universale di Milano. Un palcoscenico planetario per la rovina italiana.
La Juventus, giustamente, perde contro il Torino, bombe carta allo stadio e asaalto al pullmann della Juventus, ein Spagna il Real Madrid batte il Celta Vigo 4 a 2. Con doppietta del "Chicharito" Hernadez. Tranquilli, la Grande Stampa Italiana e la Grande Stampa Sportiva Italiana ha decretato che la Juventus puo' battere il Real Madrid. Che, per allora, riavra' gli infortunati Bale. Benzema e Modric.
Ricordate, sara' una risata che li seppellira'.
Saturday, 25 April 2015
Perez
Perez
Non so se lo avete mai sentito ma Perez e' un film italiano che sara' sicuramente passato sotto silenzio. Sicuramente. Perche' e' un signor film noir. Che ristabilisce molto piu' le sorti del cinema italiano, i resti, dei vari Garrone, Moretti e Sorrentino. Che hanno fatto film furbi. Esaltati a priori. Questo e' un film nero nel profondo, un viaggio nella Napoli di oggi, girato nel fantascientifico, e basta, Centro Direzionale. Una prova di bravura del piu' bravo attore italiano, Luca Zingaretti. Conosciuto e popolarissimo nel mondo come il commissario Salvo Montalbano, alla Bbc il sabato sera un "must". Il film, scritto e diretto da Edoardo De Angelis, e' ben strutturato, un meccanismo perfetto che permette a Zingaretti, ma anche a Marco D'Amore, Simona Tabasco, Gianpaolo fabrizio e Massimiliano Gallo, di mostrare la loro estrema bravura senza alcun tipo di smancerie. Come prodotto ricorda Il venditore di medicine, di Antonio Morabito con Claudio Santamaria, come quello in bocca si ha il sapore amaro che certa realta' italiane, l'Italia degli ultimi 30/40 anni, e' meglio tenerla bene nascosta ed evidenziare invece il clamore fatto di nulla. De Angelis, e Morabito, andate avanti. Per favore.
Continua il tiro al piccione. No, alla Falco,.Tea Falco e' stata bersagliata di fercoi critiche per la sua interpretazione di 1992, le prime due puntate viste alla Berlinale, laa serie nata da un'idea di Stefano Accorsi sulla stagione di "Mani Pulite" che non ha portato assolutamente a nulla. Lei non sara' Elenora Duse ma in quanto a presenza scenica non la batte nessuno. La colpa non e' sua ma degli sceneggiatori, o forse scemeggiatori. In Sotto una buona stella, scritto, diretto e interpretato da Carlo Verdone con Paola Cortellessi e Lorenzo Richelmy fa, e' se stessa, riempie lo schermo, parla un'ingese perfetto e non si spoglia con in 1992. Possibile che una giovane scoperta da Bernardo Bertolucci e' una scarpa vecchia? Dubito. E poi e' estrmamente conturbante. Che per una che vuol fare l'attice, o si spaccia come tale, non e' proprio male. Certo, se la mamma tenesse la bocca chiusa...
In Champion's League la Juventus se la vedra' con il Real Madrid di Carlo Ancelotti. Che non e' il Monaco.In due partie ha subito tre falli da rigore nettissimi e non concessi. Non credo che succedera' in una semifinale. Nell'altra semifinale Pep Gardiola e il suo Bayern Munich ritrovera' la sua micidiale creaura, il Barcellona, che nemmeno la Mascella asturiana, Luis Enrique, e' riuscito a smantellare con le sue scelte scriteriate. Ci ha provato ma e' stato stoppato da Messi, Neymar e Suarez. Luis Enrique gia' allenatore del Barcellona B, del Celta Vigo e, prima, della "maggica Roma", Prima di venir caccciato.
Ricordate, sara' una risata che li seppellira'.
Non so se lo avete mai sentito ma Perez e' un film italiano che sara' sicuramente passato sotto silenzio. Sicuramente. Perche' e' un signor film noir. Che ristabilisce molto piu' le sorti del cinema italiano, i resti, dei vari Garrone, Moretti e Sorrentino. Che hanno fatto film furbi. Esaltati a priori. Questo e' un film nero nel profondo, un viaggio nella Napoli di oggi, girato nel fantascientifico, e basta, Centro Direzionale. Una prova di bravura del piu' bravo attore italiano, Luca Zingaretti. Conosciuto e popolarissimo nel mondo come il commissario Salvo Montalbano, alla Bbc il sabato sera un "must". Il film, scritto e diretto da Edoardo De Angelis, e' ben strutturato, un meccanismo perfetto che permette a Zingaretti, ma anche a Marco D'Amore, Simona Tabasco, Gianpaolo fabrizio e Massimiliano Gallo, di mostrare la loro estrema bravura senza alcun tipo di smancerie. Come prodotto ricorda Il venditore di medicine, di Antonio Morabito con Claudio Santamaria, come quello in bocca si ha il sapore amaro che certa realta' italiane, l'Italia degli ultimi 30/40 anni, e' meglio tenerla bene nascosta ed evidenziare invece il clamore fatto di nulla. De Angelis, e Morabito, andate avanti. Per favore.
Continua il tiro al piccione. No, alla Falco,.Tea Falco e' stata bersagliata di fercoi critiche per la sua interpretazione di 1992, le prime due puntate viste alla Berlinale, laa serie nata da un'idea di Stefano Accorsi sulla stagione di "Mani Pulite" che non ha portato assolutamente a nulla. Lei non sara' Elenora Duse ma in quanto a presenza scenica non la batte nessuno. La colpa non e' sua ma degli sceneggiatori, o forse scemeggiatori. In Sotto una buona stella, scritto, diretto e interpretato da Carlo Verdone con Paola Cortellessi e Lorenzo Richelmy fa, e' se stessa, riempie lo schermo, parla un'ingese perfetto e non si spoglia con in 1992. Possibile che una giovane scoperta da Bernardo Bertolucci e' una scarpa vecchia? Dubito. E poi e' estrmamente conturbante. Che per una che vuol fare l'attice, o si spaccia come tale, non e' proprio male. Certo, se la mamma tenesse la bocca chiusa...
In Champion's League la Juventus se la vedra' con il Real Madrid di Carlo Ancelotti. Che non e' il Monaco.In due partie ha subito tre falli da rigore nettissimi e non concessi. Non credo che succedera' in una semifinale. Nell'altra semifinale Pep Gardiola e il suo Bayern Munich ritrovera' la sua micidiale creaura, il Barcellona, che nemmeno la Mascella asturiana, Luis Enrique, e' riuscito a smantellare con le sue scelte scriteriate. Ci ha provato ma e' stato stoppato da Messi, Neymar e Suarez. Luis Enrique gia' allenatore del Barcellona B, del Celta Vigo e, prima, della "maggica Roma", Prima di venir caccciato.
Ricordate, sara' una risata che li seppellira'.
Friday, 24 April 2015
A hard day's night
A hard day's night
Lo so, sono colpevole. Mi sono dimenticato il cinquantesimo anniversario di A hard day's nigh, il primo, indimenticabile film dei Beatles. Firmato da Richard Lester, di lui vi consiglio di vedere Juggernaut e Robin&Marian. Perche' segnalo A hard day's night? Perche' e un documento imperdibile di come e quando nacque il rock'nd'roll come lo abbiamo conosciuto noi ragazzi degli anni '60 e perche' dimostra , meglio di ogni altro documento, studio o saggio, le origine proletarie di questa musica che ha rivoluzionato il mondo. Certo assai piu' di comunismo, fascismo e nazismo che si sono lasciati dietro scie di milioni e milioni di morti e dolore e sangue. Nel 1964 Lester rese i quattro ragazzi di Liverpool eroi cinematogarfici sfruttando gli indimenticabili brani del loro primo album e lasciandoli completamente liberi di recitare loro stessi abbozzando quel mondo che avrebbero arricchito con le loro canzoni. In sala, allora al defunto cinema Belsito di Roma le ragazzinie impazzite bersagliavano lo schermo di mutandine e reggipetti, la riedizione del cinquantenario e' andata piu' che bene, nel dvd c'e' un disco, oltre a quello del film, in cui potrete vedere i Beatles del '64 parlare di loro stessi e il dietro le quinte della pellicola, un docomentario sulla fattura del film curato dal produttore Walter Shensson, interviste al regista Lester, al produttore musicale George Martin, allo sceneggiatore Alun Owen e all'esperto di cinema Gilbert Taylor, un documentario sui primi anni della carriera del regista, un pezzo sul metodo di regia di Lester, un'intervista con l'esperto beatlesiano Mark Lewisohn, commento audio del cast e della troupe, il nuovo trailer per l'edizione del cinquantenario. Chi ama la musica non puo' non avere a casa questo dvd. Anche perche' lo si potra' far vedere a figli e nipoti e pronipoti e dir loro, orgogliosamente , "io c'ero". Purtoppo ora chiacchiera solo Paul McCartney, molto spesso a vanvera come quando voleva firmare i pezzi McCartney-Lennon invece di Lennon-McCartney, ma , come appassionato di musica folgorato da ragazzino capellone sulla via di Liverpool, non posso non citare un'episodio. n solo. Si era a Sanremo, carnaio canzonettiero italiota, tra gli altri erano ospiti, McCartney, Harrison e Robbie Robertson, questi ultimi amici, musicisti e uomini veri. Quell'anno c'era anche l'ignobile Sanremo Rock, una settimana prima del festival ufficiale. Stavo offrendo la colazione, io l'insetto Zaccagnini, a George, Olivia e Dhani Harrison, vedo un guazzabuglio di uomini in nero. teste rasate e auricolari circondare un paffuto signore che salutava tutti, si dimenava, faceva gli occhi dolci, sorrideva. Paul McCartney. Mi giro emozionato verso Harrison e tutto trafelato gli indico McCartney dicendogli "George, George, Paul McCartney". Lui lo guarda, mi guarda con i suoi occhi nerissimi, torna a sorseggiare l'adorato cappucino e mi dice "He's from the Beatles" che tradurrei "stava nei Beatles". Black humour che piu' black non si puo'. Non a caso con la sua casa di produzione Handmade Films produssi tutti I film dei Monty Python, vale a dire l'apoteosi del British Humour. Ricapitolando, andatevi a gustare, spero a gustare nuovamente A hard day's night e gia' che ci siete sentite come suonava la chitarra l'autodidatta George. Con i Beatles, da solista e con qualche amico. sentitevi While my guitar gently sweeps e se non vi commuoverete siete un coccodrillo. Senza cuore ma con fauci.
Ricordate, sara' una risata che li seppellira'.
Lo so, sono colpevole. Mi sono dimenticato il cinquantesimo anniversario di A hard day's nigh, il primo, indimenticabile film dei Beatles. Firmato da Richard Lester, di lui vi consiglio di vedere Juggernaut e Robin&Marian. Perche' segnalo A hard day's night? Perche' e un documento imperdibile di come e quando nacque il rock'nd'roll come lo abbiamo conosciuto noi ragazzi degli anni '60 e perche' dimostra , meglio di ogni altro documento, studio o saggio, le origine proletarie di questa musica che ha rivoluzionato il mondo. Certo assai piu' di comunismo, fascismo e nazismo che si sono lasciati dietro scie di milioni e milioni di morti e dolore e sangue. Nel 1964 Lester rese i quattro ragazzi di Liverpool eroi cinematogarfici sfruttando gli indimenticabili brani del loro primo album e lasciandoli completamente liberi di recitare loro stessi abbozzando quel mondo che avrebbero arricchito con le loro canzoni. In sala, allora al defunto cinema Belsito di Roma le ragazzinie impazzite bersagliavano lo schermo di mutandine e reggipetti, la riedizione del cinquantenario e' andata piu' che bene, nel dvd c'e' un disco, oltre a quello del film, in cui potrete vedere i Beatles del '64 parlare di loro stessi e il dietro le quinte della pellicola, un docomentario sulla fattura del film curato dal produttore Walter Shensson, interviste al regista Lester, al produttore musicale George Martin, allo sceneggiatore Alun Owen e all'esperto di cinema Gilbert Taylor, un documentario sui primi anni della carriera del regista, un pezzo sul metodo di regia di Lester, un'intervista con l'esperto beatlesiano Mark Lewisohn, commento audio del cast e della troupe, il nuovo trailer per l'edizione del cinquantenario. Chi ama la musica non puo' non avere a casa questo dvd. Anche perche' lo si potra' far vedere a figli e nipoti e pronipoti e dir loro, orgogliosamente , "io c'ero". Purtoppo ora chiacchiera solo Paul McCartney, molto spesso a vanvera come quando voleva firmare i pezzi McCartney-Lennon invece di Lennon-McCartney, ma , come appassionato di musica folgorato da ragazzino capellone sulla via di Liverpool, non posso non citare un'episodio. n solo. Si era a Sanremo, carnaio canzonettiero italiota, tra gli altri erano ospiti, McCartney, Harrison e Robbie Robertson, questi ultimi amici, musicisti e uomini veri. Quell'anno c'era anche l'ignobile Sanremo Rock, una settimana prima del festival ufficiale. Stavo offrendo la colazione, io l'insetto Zaccagnini, a George, Olivia e Dhani Harrison, vedo un guazzabuglio di uomini in nero. teste rasate e auricolari circondare un paffuto signore che salutava tutti, si dimenava, faceva gli occhi dolci, sorrideva. Paul McCartney. Mi giro emozionato verso Harrison e tutto trafelato gli indico McCartney dicendogli "George, George, Paul McCartney". Lui lo guarda, mi guarda con i suoi occhi nerissimi, torna a sorseggiare l'adorato cappucino e mi dice "He's from the Beatles" che tradurrei "stava nei Beatles". Black humour che piu' black non si puo'. Non a caso con la sua casa di produzione Handmade Films produssi tutti I film dei Monty Python, vale a dire l'apoteosi del British Humour. Ricapitolando, andatevi a gustare, spero a gustare nuovamente A hard day's night e gia' che ci siete sentite come suonava la chitarra l'autodidatta George. Con i Beatles, da solista e con qualche amico. sentitevi While my guitar gently sweeps e se non vi commuoverete siete un coccodrillo. Senza cuore ma con fauci.
Ricordate, sara' una risata che li seppellira'.
Thursday, 23 April 2015
Abbiamo scherzato
Abbiamo scherzato
Il Porto aveva battuto il Bayern Munich e la Baviera era andata in fiamme. Tre a uno. Lo staff medico, in carica dal 1977, dimesso. Un disastro. E Pep Guardiola un reprobo da cacciar. Al ritorno Bayern Munich 6 Porto 1. Cinque reti nel primo tempo. Forse lo staff medico tornera' al suo posto. Intanto, con vari punti di vantaggio, secondo titolo in Budesliga per Guardiola. Intanto la Juventus ha spezzatole reni al Monaco, squadra del principato di Monaco. Uno a zero a Torino, rete del solito Tevez e madornale rigore non dato al Monaco, e zero a zero ieri sera. Con due rigori madornali non dati. Buffon e Pirlo sognano il bis del trionfo mondiale del 2006. Spero per loro che non sognino anche il Barcellona, il Real Madrid e il Bayern Munich. Davvero. Visto per caso il passaggio di Cristiano Ronaldo per le rete, all'ottantosimo, del messicano Chicarito Hernadez, in prestito dal Manchester United, contro il roccioso Atletico Madrid in 10?
Ricordate, sara' una risata che li seppellira' .
Il Porto aveva battuto il Bayern Munich e la Baviera era andata in fiamme. Tre a uno. Lo staff medico, in carica dal 1977, dimesso. Un disastro. E Pep Guardiola un reprobo da cacciar. Al ritorno Bayern Munich 6 Porto 1. Cinque reti nel primo tempo. Forse lo staff medico tornera' al suo posto. Intanto, con vari punti di vantaggio, secondo titolo in Budesliga per Guardiola. Intanto la Juventus ha spezzatole reni al Monaco, squadra del principato di Monaco. Uno a zero a Torino, rete del solito Tevez e madornale rigore non dato al Monaco, e zero a zero ieri sera. Con due rigori madornali non dati. Buffon e Pirlo sognano il bis del trionfo mondiale del 2006. Spero per loro che non sognino anche il Barcellona, il Real Madrid e il Bayern Munich. Davvero. Visto per caso il passaggio di Cristiano Ronaldo per le rete, all'ottantosimo, del messicano Chicarito Hernadez, in prestito dal Manchester United, contro il roccioso Atletico Madrid in 10?
Ricordate, sara' una risata che li seppellira' .
Monday, 20 April 2015
Tre film tre perle
Tre film tre perle
Per le 36 persone che mi leggono, cosi' mi dice la contabilita' del blog, segnalo tre pellicole che non dovrete assolutamente perdere. Se amate il Cinema. La prima segnalazione e' per Cry of the city, un film noir statunitense del 1943 diretto da Robert Siodmak con Richard Conte, Victor Mature e Debra Paget. Siodmak - fuggito dalla Germania nazista col fratello Curt ,celebre scrittore di fantascienza e autore del famosissimo Donovan's brain, in italiano Il cervello di Hauser - venne soprannominato subito "il nuovo Hitchock" ma del maestro inglese ha poco e nulla visto che lui di atmosfere morbose e misteriose ne crea ben poche ma quelle che crea... Comunque Cinema Cinema e magari avercelo adesso un Siodmak. Secondo film da segnalare Footsteps in the fog, film inglese del 1955 diretto da Arthur Lubin e con Stewart Granger e Jean Simmons, allora marito e moglie, come protagonisti. Adattato per lo schermo dal racconto The interruption di Arthur Pierson questo si' che e' un film hitchockiano, un micidiale congegno ad "horrorlogeria" che lascia affascinati e sgomenti. E ricorda, lasciatemelo dire, La Scaala chiocciola tratto dal celebre romanzo, dallo stesso titolo, di Ethel Lina White. Terzo, e attualissimo, A walk among the tomstones con lo strepitoso Liam Neeson nei panni di Matt Scudder, l'ex poliziotto statunitense creato dal maestro Lawrence Block, in Italia i suoi romanzi li pubblica Sellerio. Dopo la drammatica morte della moglie Nathasha Richardson, figlia di Vanessa Redgrave e del regista Tony Richardson, per una caduta sulla neve negli Stati Uniti, Neeson, forse macerato dal dolore, si e' gettato nel lavoro e film dopo film eccelle sempre piu'. Visto il successo di Taken/Io ti cerchero', cui sono seguiti Taken 2 e Taken 3, Neeson, ora 62enne, non si e' piu' fermato inanellando successo dopo successo. C'e' da dire che il personaggio di Scudder e' particolare - ex poliziotto che lascio' la polizia dopo che una pallottola da lui sparata per bloccare dei rapinatori aveva ucciso una bambina di nove anni quindi pesante alcoolizzato e investigatore senza licenza alcuna se non quella di radrizzar torti - e la sua micidiale tristezza ben si adatta al volto di Neeson. Un'altra grande prova d'artista. Violenza? Certo. Perche' nella vita quotidiana non esiste?
Ennesimo pareggio della "maggica Roma" e finalmente i "maggici" tifosi neofascisti e neonazisti, gli "ultras", riscoprono l'ironia romana e fuori della Curva Sud chiusa per un'ignobile striscione razzzista espongono un gran manifesto con la foto del presidente, dice lui, James Pallotta con tanto di sciarpetta giallorossa al collo. E la scritta, tratta da Un giorno in Pretura di Steno con Alberto Sordi, che si improvvisava novello Tarzan nella marana di Primavalle nel dopoguerra, "america' face Tarzan". Meno male. Ci sono voluti 4 anni, e innumerevoli umiliazioni, per farlo capire a questi teppisti nazifascisti. Adesso tocchera' a Totti e De Rossi? Garcia e Sabatini? Loro non abitano a Boston.
Laura Boldrini e Dario Franceschini la Storia, del mondo e dell'Italia, la fischiano? Perche' non tacciono? Possibilmente senza prendere ricche pensioni, prebende varie e vitalizi. La Cultura e' la Cultura. Barbari, ignoranti, rispettatela.
Critiano Ronaldo, si sa, gioca a football. E segna piu di 50 reti l'anno. Da cinque anni, Messi? No, no, lui ne ha solo segnate 400 reti da quando gioca col Barcellona.
Con il rigore di ieri Francesco Totti ha segnato la sua sesta rete e la ventesima giallorossa. Lo juventino Carlos Tevez ne ha segnate 18, 26 in tutte le competizioni. I tribuna all'Olimpico, segnala il sempre attento, preciso e puntuale Corriere della Sera, al goal di "er apitano" ha esaltato Claudia Gerini, allo stadio con la figlia.
Ricordate, sara' una risata che li seppellira'.
Per le 36 persone che mi leggono, cosi' mi dice la contabilita' del blog, segnalo tre pellicole che non dovrete assolutamente perdere. Se amate il Cinema. La prima segnalazione e' per Cry of the city, un film noir statunitense del 1943 diretto da Robert Siodmak con Richard Conte, Victor Mature e Debra Paget. Siodmak - fuggito dalla Germania nazista col fratello Curt ,celebre scrittore di fantascienza e autore del famosissimo Donovan's brain, in italiano Il cervello di Hauser - venne soprannominato subito "il nuovo Hitchock" ma del maestro inglese ha poco e nulla visto che lui di atmosfere morbose e misteriose ne crea ben poche ma quelle che crea... Comunque Cinema Cinema e magari avercelo adesso un Siodmak. Secondo film da segnalare Footsteps in the fog, film inglese del 1955 diretto da Arthur Lubin e con Stewart Granger e Jean Simmons, allora marito e moglie, come protagonisti. Adattato per lo schermo dal racconto The interruption di Arthur Pierson questo si' che e' un film hitchockiano, un micidiale congegno ad "horrorlogeria" che lascia affascinati e sgomenti. E ricorda, lasciatemelo dire, La Scaala chiocciola tratto dal celebre romanzo, dallo stesso titolo, di Ethel Lina White. Terzo, e attualissimo, A walk among the tomstones con lo strepitoso Liam Neeson nei panni di Matt Scudder, l'ex poliziotto statunitense creato dal maestro Lawrence Block, in Italia i suoi romanzi li pubblica Sellerio. Dopo la drammatica morte della moglie Nathasha Richardson, figlia di Vanessa Redgrave e del regista Tony Richardson, per una caduta sulla neve negli Stati Uniti, Neeson, forse macerato dal dolore, si e' gettato nel lavoro e film dopo film eccelle sempre piu'. Visto il successo di Taken/Io ti cerchero', cui sono seguiti Taken 2 e Taken 3, Neeson, ora 62enne, non si e' piu' fermato inanellando successo dopo successo. C'e' da dire che il personaggio di Scudder e' particolare - ex poliziotto che lascio' la polizia dopo che una pallottola da lui sparata per bloccare dei rapinatori aveva ucciso una bambina di nove anni quindi pesante alcoolizzato e investigatore senza licenza alcuna se non quella di radrizzar torti - e la sua micidiale tristezza ben si adatta al volto di Neeson. Un'altra grande prova d'artista. Violenza? Certo. Perche' nella vita quotidiana non esiste?
Ennesimo pareggio della "maggica Roma" e finalmente i "maggici" tifosi neofascisti e neonazisti, gli "ultras", riscoprono l'ironia romana e fuori della Curva Sud chiusa per un'ignobile striscione razzzista espongono un gran manifesto con la foto del presidente, dice lui, James Pallotta con tanto di sciarpetta giallorossa al collo. E la scritta, tratta da Un giorno in Pretura di Steno con Alberto Sordi, che si improvvisava novello Tarzan nella marana di Primavalle nel dopoguerra, "america' face Tarzan". Meno male. Ci sono voluti 4 anni, e innumerevoli umiliazioni, per farlo capire a questi teppisti nazifascisti. Adesso tocchera' a Totti e De Rossi? Garcia e Sabatini? Loro non abitano a Boston.
Laura Boldrini e Dario Franceschini la Storia, del mondo e dell'Italia, la fischiano? Perche' non tacciono? Possibilmente senza prendere ricche pensioni, prebende varie e vitalizi. La Cultura e' la Cultura. Barbari, ignoranti, rispettatela.
Critiano Ronaldo, si sa, gioca a football. E segna piu di 50 reti l'anno. Da cinque anni, Messi? No, no, lui ne ha solo segnate 400 reti da quando gioca col Barcellona.
Con il rigore di ieri Francesco Totti ha segnato la sua sesta rete e la ventesima giallorossa. Lo juventino Carlos Tevez ne ha segnate 18, 26 in tutte le competizioni. I tribuna all'Olimpico, segnala il sempre attento, preciso e puntuale Corriere della Sera, al goal di "er apitano" ha esaltato Claudia Gerini, allo stadio con la figlia.
Ricordate, sara' una risata che li seppellira'.
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